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Moto utilizzata:
7 moto
Nazioni visitate:
Italia
Regioni visitate:
Sicilia
Km percorsi: 250
Durata: una giornata
Ancora una
splendida giornata di sole per il mio ultimo giretto per quest’anno in
Sicilia. Si parte verso Torretta per poi giungere alla Tomba del gigante
nei pressi di Montelepre, un affascinante e misterioso monumento funebre
immerso nella campagna siciliana. La struttura si presenta come un
sarcofago in pietra dalle dimensioni colossali. Nel corso del tempo, la
sua monumentalità ha acceso la fantasia degli abitanti della zona, dando
vita a diverse interpretazioni, tra le quali che si tratti della tomba
di un gigante o di un nobile guerriero saraceno. L'opinione oggi più
accreditata dagli esperti è che la struttura sia in realtà un cenotafio,
ovvero un monumento sepolcrale vuoto, eretto esclusivamente per memoria
o per onorare un personaggio illustre seppellito in un altro luogo. Si
riparte verso Partinico. Una breve sosta nei pressi del lago Poma e poi
si continua verso Gibellina. Si tratta di un´area geografica di circa
60 chilometri fortemente caratterizzata da colline coltivate, ampi
vigneti, oasi naturali e una storia recente segnata dal terremoto del
Belice del 1968. E di fatti la nostra meta è Gibellina Vecchia e il
Cretto di Burri. Proseguendo lungo la Valle del Belice, si incontrano i
ruderi della città vecchia distrutta dal sisma. Qui sorge il monumentale
Cretto di Burri, una delle opere di land art più grandi d'Europa.
Alberto Burri ha cementato le macerie del paese ricreando un labirinto
bianco che ricalca l'antica mappa stradale. Un sudario di cemento
silenzioso e suggestivo che lascia senza fiato. Terminata la visita ci
dirigiamo verso Santa Ninfa per il pranzo. Ci viene consigliato il
ristorante Due Palme - SS119, 91029 Santa Ninfa. Ottimi antipasti
rustici e primi e secondi buonissimi. Consigliatissimo! Terminato il
pranzo ci rechiamo a Gibellina Nuova per visitare la Montagna di Sale,
una delle opere d'arte contemporanea più iconiche e visivamente potenti
di tutta la Sicilia, situata a Gibellina Nuova. Fu Creata dal celebre
maestro Mimmo Paladino. L'opera nasce originariamente nel 1990 come
scenografia per la rappresentazione teatrale de La Sposa di Messina di
Schiller, andata in scena tra i ruderi di Gibellina Vecchia durante le
storiche Orestiadi Baglio Di Stefano.Oggi, l'opera è installata in modo
permanente proprio all'ingresso del Baglio Di Stefano, la suggestiva
masseria fortificata dell'Ottocento che ospita la Fondazione Orestiadi e
il relativo complesso museale. L'installazione si presenta come una
grande collina di cemento, fiberglass e pietrisco, interamente ricoperta
da uno strato di sale marino bianco e brillante. Dalla superficie di
questo cumulo emergono 30 cavalli in bronzo in varie posizioni: alcuni
sembrano risalire la china, altri giacciono riversi o intrappolati nel
sale. L'opera è carica di simbolismi legati alla cultura mediterranea e
alla storia del territorio. Il Sale rappresenta la vita, la
conservazione, ma anche la distruzione e la sterilità dei campi su cui
viene versato, un chiaro richiamo alla terra bruciata e alla tragedia
del terremoto del 1968. I Cavalli simboleggiano la vitalità, l'energia e
la nobiltà. Il fatto che siano bloccati o che emergano a fatica dalla
montagna evoca l'immagine di un'intera civiltà (quella della Valle del
Belice) che tenta con orgoglio di risorgere dalle proprie macerie.
Bellissimo e molto interessante La Fondazione Orestiadi e il Museo delle
Trame Mediterranee. Questo museo non è una semplice galleria d'arte, ma
un vero e proprio ponte culturale tra la Sicilia e i paesi che si
affacciano sul Mediterraneo. Il museo custodisce un'incredibile
collezione di costumi d'epoca, tessuti ricamati, gioielli in argento,
ceramiche artistiche e utensili artigianali provenienti da Tunisia,
Marocco, Palestina, Spagna, Grecia e dalla stessa Sicilia. Inoltre, il
Baglio ospita opere d'arte contemporanea lasciate in dono dai tantissimi
artisti, poeti e intellettuali che accorsero a Gibellina per partecipare
al grande sogno della ricostruzione culturale. Oltre alla Montagna di
Sale, i cortili del Baglio ospitano altre sculture monumentali da
ammirare a cielo aperto. Un’esperienza unica da vivere con calma.
Terminata la visita ci dirigiamo verso Buseto Palizzolo. La strada che
scende verso il mare regala dei scorci di una bellezza incredibile. Si
vedono anche le isole Egadi ed in particolare Favignana. Se si passa da
queste parti non si può non fare sosta a Balata di Baita al Bar Caleca
per assaporare delle gustosissime cassatelle fritte alla ricotta e delle
deliziose genovesi con crema gialla. Una vera delizia per il palato.
Adesso si può anche fare rientro verso casa. Alla prossima.
Per chi
volesse partecipare alle nostre gite fuori porta fracharly2001@yahoo.it Non si accettano “SMANETTONI”
Lamps siculi
Francesco
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