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FOTO

04) 24 Settembre 2026 - Sicilia da scoprire

 

 

Moto utilizzata:      Bmw GS 1200 - Yamaha


Nazioni visitate: Italia


Regioni visitate: Sicilia


Km percorsi: 300


Durata: una  giornata

 

Oggi ho deciso di prendermi un giorno di ferie per una lunga giornata on the road nella mia amata Sicilia. La temperatura segna +25 gradi e c’è un sole magnifico.  Decido di fare colazione al bar. Cappuccino e cornetto con nutella giusto per cominciare bene la giornata. Mi dirigo verso lo scorrimento veloce per Agrigento per poi uscire all’altezza di Marineo. Da qui il magnifico bosco di Godrano sino a giungere al bivio Lupotto sulla SS118 in direzione di Corleone. La Strada Statale 118 "Corleonese Agrigentina" (SS118) è una delle strade storiche più suggestive e panoramiche della Sicilia interna. Il tratto che da Corleone sale verso Prizzi rappresenta il cuore montano dell'itinerario, un percorso entusiasmante per i motociclisti. La strada è moderatamente tortuosa, con curve ampie intervallate da improvvisi rettilinei che assecondano le pendenze della montagna. In questo periodo il paesaggio si trasforma in un mare d'oro bruciato dal sole, dominato dalle geometrie dei campi di grano trebbiati. Mi fermo lungo la strada per percorrere una breve tratto non asfaltato su una strada secondaria che si inoltra nei campi bruciati dal sole. Il silenzio è totale. Mi godo il meraviglioso panorama che mi circonda. Percorro pochi chilometri e mi vedo costretto a fermarmi nuovamente. Sulla collina un allevamento di asini intenti a pascolare tranquillamente per niente infastiditi dalla mia presenza. Prima di giungere a Prizzi sulla destra imbocco una piccola stradina che conduce al Lago di Prizzi. Si tratta di un bacino artificiale d'alta quota sbarrato negli anni Quaranta, oggi perfettamente integrato nel paesaggio. Sulle sue sponde l'atmosfera è incredibilmente silenziosa e sospesa nel tempo. Il colore turchese delle sue acque lo rende ancora più bello. La SS118 culmina con la spettacolare vista di Prizzi, che appare all'improvviso arroccata sul monte a quasi 1.000 metri di quota. Il colpo d'occhio delle case arrampicate l'una sull'altra è mozzafiato. Lascio la SS118 per dirigermi verso Palazzo Adriano dopo giungo poco dopo nella splendida Piazza Umberto I. Ancorato nel cuore della Riserva Naturale dei Monti Sicani, a circa 700 metri di altitudine, Palazzo Adriano è uno dei borghi più affascinanti dell'intera Sicilia. Questo piccolo comune della provincia di Palermo deve la sua fama internazionale per essere stato il set a cielo aperto del capolavoro cinematografico Nuovo Cinema Paradiso di Giuseppe Tornatore premio oscar nel 1988. Per gli amanti del cinema di tutto il mondo, Palazzo Adriano è Giancaldo, il paese immaginario dove si svolgono le vicende del piccolo Totò e del proiezionista Alfredo (interpretato da Philippe Noiret) nel film premio Oscar di Giuseppe Tornatore (1988). La spettacolare e monumentale piazza ottocentesca del paese ha ospitato la facciata del cinema (costruita appositamente e poi smantellata) e la celebre cabina di proiezione. Entrare nel Museo Nuovo Cinema Paradiso all'interno del trecentesco Palazzo Dara è una tappa imperdibile. Appena entrati nel locale parte la colonna sonora di Nuovo Cinema Paradiso scritta dal leggendario compositore italiano Ennio Morricone che ti accompagna tra le innumerevoli foto originali scattate sul set, la bicicletta storica usata da Alfredo, pezzi della pellicola originale e persino le poltroncine in legno del cinema del film. Davvero una gran bellissima ed entusiasmante esperienza. Lasciato il museo mi dirigo verso Il Castello e il Quartiere Cittadella che fu costruito inizialmente nel XIV secolo dai Borrello e successivamente fortificato. Offre una vista panoramica spettacolare sui tetti del borgo e sulla valle del fiume Sosio. Palazzo Adriano è una delle storiche colonie fondate in Sicilia nel XV secolo da profughi albanesi (Arbëreshë) in fuga dall'avanzata dell'Impero Ottomano. La monumentale piazza principale è unica al mondo poiché ospita, una di fronte all'altra, le due chiese principali che testimoniano la convivenza di due comunità. La Chiesa di Maria Santissima Assunta (Rito Greco) edificata nel XVI secolo, che rappresenta il fulcro della comunità di origine albanese e la Chiesa di Maria Santissima del Lume (Rito Latino) situata sul lato opposto della piazza, che rappresenta la tradizione cattolica occidentale. Insomma, uno scrigno a cielo aperto da non perdere se si passa da queste parti. Lasciato Palazzo Adriano mi dirigo verso Chiusa Sclafani dove giungo poco dopo. Cerco una trattoria dove pranzare e dai locali mi viene consigliato il ristorante-pizzeria la Collinetta - Contrada Rizza, 90033 Chiusa Sclafani.  Scelgo un tavolo dove sedermi e nel frattempo entra un motociclista. Viene dalla Germania ed esattamente da Norimberga. È qui per un breve giro della Sicilia ed in serata ha il traghetto per Genova da Palermo per rientrare a casa. Lo invito a sedersi al tavolo. Si chiama Stefan. Pranziamo insieme chiacchierando un po´ della Sicilia e del cibo italiano. Terminato il pranzo lo invito ad unirsi a me per il resto della giornata visto che sono diretto a Palermo e lui accetta con grande piacere. Lasciamo Chiusa Sclafani per dirigerci verso l’Abbazia di Santa Maria del Bosco di Calatamauro uno dei tesori architettonici e storici più imponenti, monumentali e spirituali dell'entroterra siciliano. Sorge nel comune di Contessa Entellina magnificamente isolata e circondata dagli oltre 200 ettari di querce e lecci della Riserva Naturale Orientata di Monte Genuardo. Purtroppo, la visita guidata al suo interno comincia alle 16.00 e sono appena le 15.00. Non possiamo fare altro che scattare due foto dall’esterno e riprendere la marcia verso Contessa Entellina. l territorio di questo comune collinare (anch'esso di origine Arbëreshë) è caratterizzato da un paesaggio profondamente rurale, aspro e poetico, dove la natura selvaggia delle riserve si fonde con millenni di storia e agricoltura. Una deviazione sulla SP12 conduce al Castello Battalari o di Patellaro. Una vera chicca del territorio. Si tratta di un antico e suggestivo complesso fortificato che sorge su un'altura isolata a 561 metri s.l.m. nel territorio comunale di Bisacquino. Si trova lungo la strada provinciale SP 44 bis (la storica Regia Trazzera del Patellaro) che collega Bisacquino a Contessa Entellina. Rappresenta un esempio affascinante di archeologia stratificata, nato come fortezza militare medievale e trasformato in epoca moderna in un'imponente masseria fortificata. Purtroppo, oggi riversa in condizioni di forte precarietà e degrado ma conserva comunque il suo fascino.  Lasciamo questo luogo meraviglioso per dirigerci verso il Lago Garcia. La SP 44 Bis, la SP12 e la SP 110 trasformano questo ultimo tratto in una vera impresa, considerato la situazione dissestata delle strade. Dopo innumerevoli imprecazioni e pause per riprenderci giungiamo nei pressi di Roccamena per visitare il Ponte del Diavolo di Roccamena (storicamente noto come Ponte di Calatrasi) uno dei monumenti ingegneristici medievali più antichi, affascinanti e meglio conservati dell'intera Sicilia. La costruzione del ponte viene fatta risalire al 1162 (piena epoca normanna). Venne edificato sul ramo destro del fiume Belìce per permettere alla comunità locale di attraversare il corso d'acqua in sicurezza e raggiungere un vecchio mulino ad acqua (i cui ruderi sono ancora visibili nelle vicinanze). Sul ponte circolano diverse leggende. Una di queste narra che il ponte sia stato edificato dal Diavolo in persona, aiutato dagli spiriti del luogo (chiamati localmente Fati), in una sola notte. Il maligno avrebbe agito per permettere il passaggio del fiume a una ricca principessa araba in viaggio o, secondo un'altra versione, per intrappolare le anime dei passanti.  Per generazioni, i contadini della zona hanno tramandato il divieto assoluto di attraversare il ponte da soli, nel timore di essere spinti nel fiume dagli spiriti invisibili. Si racconta inoltre che il diavolo pretese l'anima del primo essere vivente che lo avrebbe attraversato, ma i cittadini lo ingannarono facendo sfilare per primo un cagnolino! Una volta termina la visita ci rechiamo nel paese di Roccamena per fare benzina e poi ci dirigiamo verso Palermo sulla SS624. Giungiamo in centro dopo circa un’oretta. Prima di lasciarci porto Stefan alla gelateria Sharbàt di Via Terrasanta 111B per offrirgli un’enorme brioche con gelato che ha apprezzato moltissimo. Ci lasciamo con la speranza di incontrarci ancora on the road magari in Germania. Si conclude così questa meravigliosa e lunghissima giornata. Alla prossima.

 

  

Per chi volesse partecipare alle nostre gite fuori porta fracharly2001@yahoo.it  Non si accettano “SMANETTONI”

Lamps siculi

Francesco