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Moto utilizzata:
Bmw GS 1200 - Yamaha
Nazioni visitate:
Italia
Regioni visitate:
Sicilia
Km percorsi: 300
Durata: una giornata
Oggi ho
deciso di prendermi un giorno di ferie per una lunga giornata on the
road nella mia amata Sicilia. La temperatura segna +25 gradi e c’è un
sole magnifico. Decido di fare colazione al bar. Cappuccino e cornetto
con nutella giusto per cominciare bene la giornata. Mi dirigo verso lo
scorrimento veloce per Agrigento per poi uscire all’altezza di Marineo.
Da qui il magnifico bosco di Godrano sino a giungere al bivio Lupotto
sulla SS118 in direzione di Corleone. La Strada Statale 118 "Corleonese
Agrigentina" (SS118) è una delle strade storiche più suggestive e
panoramiche della Sicilia interna. Il tratto che da Corleone sale verso
Prizzi rappresenta il cuore montano dell'itinerario, un percorso
entusiasmante per i motociclisti. La strada è moderatamente tortuosa,
con curve ampie intervallate da improvvisi rettilinei che assecondano le
pendenze della montagna. In questo periodo il paesaggio si trasforma in
un mare d'oro bruciato dal sole, dominato dalle geometrie dei campi di
grano trebbiati. Mi fermo lungo la strada per percorrere una breve
tratto non asfaltato su una strada secondaria che si inoltra nei campi
bruciati dal sole. Il silenzio è totale. Mi godo il meraviglioso
panorama che mi circonda. Percorro pochi chilometri e mi vedo costretto
a fermarmi nuovamente. Sulla collina un allevamento di asini intenti a
pascolare tranquillamente per niente infastiditi dalla mia presenza.
Prima di giungere a Prizzi sulla destra imbocco una piccola stradina che
conduce al Lago di Prizzi. Si tratta di un bacino artificiale d'alta
quota sbarrato negli anni Quaranta, oggi perfettamente integrato nel
paesaggio. Sulle sue sponde l'atmosfera è incredibilmente silenziosa e
sospesa nel tempo. Il colore turchese delle sue acque lo rende ancora
più bello. La SS118 culmina con la spettacolare vista di Prizzi, che
appare all'improvviso arroccata sul monte a quasi 1.000 metri di quota.
Il colpo d'occhio delle case arrampicate l'una sull'altra è mozzafiato.
Lascio la SS118 per dirigermi verso Palazzo Adriano dopo giungo poco
dopo nella splendida Piazza Umberto I. Ancorato nel cuore della Riserva
Naturale dei Monti Sicani, a circa 700 metri di altitudine, Palazzo
Adriano è uno dei borghi più affascinanti dell'intera Sicilia. Questo
piccolo comune della provincia di Palermo deve la sua fama
internazionale per essere stato il set a cielo aperto del capolavoro
cinematografico Nuovo Cinema Paradiso di Giuseppe Tornatore premio oscar
nel 1988. Per gli amanti del cinema di tutto il mondo, Palazzo Adriano è
Giancaldo, il paese immaginario dove si svolgono le vicende del piccolo
Totò e del proiezionista Alfredo (interpretato da Philippe Noiret) nel
film premio Oscar di Giuseppe Tornatore (1988). La spettacolare e
monumentale piazza ottocentesca del paese ha ospitato la facciata del
cinema (costruita appositamente e poi smantellata) e la celebre cabina
di proiezione. Entrare nel Museo Nuovo Cinema Paradiso all'interno del
trecentesco Palazzo Dara è una tappa imperdibile. Appena entrati nel
locale parte la colonna sonora di Nuovo Cinema Paradiso scritta dal
leggendario compositore italiano Ennio Morricone che ti accompagna tra
le innumerevoli foto originali scattate sul set, la bicicletta storica
usata da Alfredo, pezzi della pellicola originale e persino le
poltroncine in legno del cinema del film. Davvero una gran bellissima ed
entusiasmante esperienza. Lasciato il museo mi dirigo verso Il Castello
e il Quartiere Cittadella che fu costruito inizialmente nel XIV secolo
dai Borrello e successivamente fortificato. Offre una vista panoramica
spettacolare sui tetti del borgo e sulla valle del fiume Sosio. Palazzo
Adriano è una delle storiche colonie fondate in Sicilia nel XV secolo da
profughi albanesi (Arbëreshë) in fuga dall'avanzata dell'Impero
Ottomano. La monumentale piazza principale è unica al mondo poiché
ospita, una di fronte all'altra, le due chiese principali che
testimoniano la convivenza di due comunità. La Chiesa di Maria
Santissima Assunta (Rito Greco) edificata nel XVI secolo, che
rappresenta il fulcro della comunità di origine albanese e la Chiesa di
Maria Santissima del Lume (Rito Latino) situata sul lato opposto della
piazza, che rappresenta la tradizione cattolica occidentale. Insomma,
uno scrigno a cielo aperto da non perdere se si passa da queste parti.
Lasciato Palazzo Adriano mi dirigo verso Chiusa Sclafani dove giungo
poco dopo. Cerco una trattoria dove pranzare e dai locali mi viene
consigliato il ristorante-pizzeria la Collinetta - Contrada Rizza, 90033
Chiusa Sclafani. Scelgo un tavolo dove sedermi e nel frattempo entra un
motociclista. Viene dalla Germania ed esattamente da Norimberga. È qui
per un breve giro della Sicilia ed in serata ha il traghetto per Genova
da Palermo per rientrare a casa. Lo invito a sedersi al tavolo. Si
chiama Stefan. Pranziamo insieme chiacchierando un po´ della Sicilia e
del cibo italiano. Terminato il pranzo lo invito ad unirsi a me per il
resto della giornata visto che sono diretto a Palermo e lui accetta con
grande piacere. Lasciamo Chiusa Sclafani per dirigerci verso
l’Abbazia
di Santa Maria del Bosco di Calatamauro uno dei tesori architettonici e
storici più imponenti, monumentali e spirituali dell'entroterra
siciliano. Sorge nel comune di Contessa Entellina magnificamente isolata
e circondata dagli oltre 200 ettari di querce e lecci della Riserva
Naturale Orientata di Monte Genuardo. Purtroppo, la visita guidata al
suo interno comincia alle 16.00 e sono appena le 15.00. Non possiamo
fare altro che scattare due foto dall’esterno e riprendere la marcia
verso Contessa Entellina. l territorio di questo comune collinare
(anch'esso di origine Arbëreshë) è caratterizzato da un paesaggio
profondamente rurale, aspro e poetico, dove la natura selvaggia delle
riserve si fonde con millenni di storia e agricoltura. Una deviazione
sulla SP12 conduce al Castello Battalari o di Patellaro. Una vera chicca
del territorio. Si tratta di un antico e suggestivo complesso
fortificato che sorge su un'altura isolata a 561 metri s.l.m. nel
territorio comunale di Bisacquino. Si trova lungo la strada provinciale
SP 44 bis (la storica Regia Trazzera del Patellaro) che collega
Bisacquino a Contessa Entellina. Rappresenta un esempio affascinante di
archeologia stratificata, nato come fortezza militare medievale e
trasformato in epoca moderna in un'imponente masseria fortificata.
Purtroppo, oggi riversa in condizioni di forte precarietà e degrado ma
conserva comunque il suo fascino. Lasciamo questo luogo meraviglioso
per dirigerci verso il Lago Garcia. La SP 44 Bis, la SP12 e la SP 110
trasformano questo ultimo tratto in una vera impresa, considerato la
situazione dissestata delle strade. Dopo innumerevoli imprecazioni e
pause per riprenderci giungiamo nei pressi di Roccamena per visitare il
Ponte del Diavolo di Roccamena (storicamente noto come Ponte di
Calatrasi) uno dei monumenti ingegneristici medievali più antichi,
affascinanti e meglio conservati dell'intera Sicilia. La costruzione del
ponte viene fatta risalire al 1162 (piena epoca normanna). Venne
edificato sul ramo destro del fiume Belìce per permettere alla comunità
locale di attraversare il corso d'acqua in sicurezza e raggiungere un
vecchio mulino ad acqua (i cui ruderi sono ancora visibili nelle
vicinanze). Sul ponte circolano diverse leggende. Una di queste narra
che il ponte sia stato edificato dal Diavolo in persona, aiutato dagli
spiriti del luogo (chiamati localmente Fati), in una sola notte. Il
maligno avrebbe agito per permettere il passaggio del fiume a una ricca
principessa araba in viaggio o, secondo un'altra versione, per
intrappolare le anime dei passanti. Per generazioni, i contadini della
zona hanno tramandato il divieto assoluto di attraversare il ponte da
soli, nel timore di essere spinti nel fiume dagli spiriti invisibili. Si
racconta inoltre che il diavolo pretese l'anima del primo essere vivente
che lo avrebbe attraversato, ma i cittadini lo ingannarono facendo
sfilare per primo un cagnolino! Una volta termina la visita ci rechiamo
nel paese di Roccamena per fare benzina e poi ci dirigiamo verso Palermo
sulla SS624. Giungiamo in centro dopo circa un’oretta. Prima di
lasciarci porto Stefan alla gelateria Sharbàt di Via Terrasanta 111B per
offrirgli un’enorme brioche con gelato che ha apprezzato moltissimo. Ci
lasciamo con la speranza di incontrarci ancora on the road magari in
Germania. Si conclude così questa meravigliosa e lunghissima giornata.
Alla prossima.
Per chi
volesse partecipare alle nostre gite fuori porta fracharly2001@yahoo.it Non si accettano “SMANETTONI”
Lamps siculi
Francesco
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